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LA CASA

Le stanze a livello strada si rincorrono senza limiti di continuità e in questo fluire architettonico l’ospita passa dal ristorante alla caffetteria, dalla sala library alla piccola serra, dal cocktail bar alla cuisinette, uno spazio suggestivo dedicato a non più di 12 persone, dove organizzare una cena con gli amici o partecipare alle degustazioni organizzate da Ninù. La luce entra dai grandi lucernari che segnano la verticalità del progetto (che in alcuni punti va oltre i 6 metri) e le pareti e gli arredi diventano una coreografia giocata sui i verdi, i blu e le sfumature del tortora. In alcune sale i tavoli sono tondi in marmo nero accompagnati dalle sedie francesi in midollino, in altri spazi invece sono i tavoli d’epoca francesi in legno e marmo a segnare i perimetri. Nella sala library oltre 9000 volumi di storia dell’arte, fotografia, arte contemporanea, design circondano i pranzi dei clienti e sono a disposizione di chi vorrà sfogliarli. Ovunque introvabili oggetti provenienti dai mercati del mondo effetto della curiosità di Alessandra, preziosi arredi di recupero e arte contemporanea appartenente alla collezione della padrona di casa. Al piano terra c’è la grande cucina del ristorante (che si può sbirciare anche dall’esterno) e la piccola cucina: un locale nel locale, uno speciale contenitore a vetri, con una grande isola di marmo centrale che potrà ospitare fino a 12 persone, per piccoli eventi privati e gli show cooking di Ninù.

 

Al secondo piano le tre stanze, una diversa dall’altra. Rosa e rosso sono i colori che connotano la prima. Forse la più romantica, anche qui un lucernario (oscurato da un massiccio pannello scorrevole in ferro), una finestra sui tetti di Roma e i mobili francesi dei primi del 900 accompagnati dalle poltrone di Paola Navone per Baxter, le lampade di design e le opere di Paolo Ventura alle pareti.

 

La seconda: luminosa, dirompente, piccola ma imperdibile. Qui il letto di Moormann è in compagnia del gigantesco Spiderman realizzato da Giorgio Lupattelli nel 2003 su mdf, maioliche bianche tutto intorno e un delizioso sofà retrò.

 

La terza, la suite. Due grandi finestre con terrazzino/giardino regalano romantici tagli di luce ai toni grigi che si moltiplicano su pareti e arredi. La zona letto, dal sapore classico anticipa il piccolo studio con il divano di Albini&Helg e la scrivania d’epoca, sulla quale si staglia la gigantesca opera di Matteo Basilè “La Karl”.

 

LA CASA

Le stanze a livello strada si rincorrono senza limiti di continuità e in questo fluire architettonico l’ospita passa dal ristorante alla caffetteria, dalla sala library alla piccola serra, dal cocktail bar alla cuisinette, uno spazio suggestivo dedicato a non più di 12 persone, dove organizzare una cena con gli amici o partecipare alle degustazioni organizzate da Ninù. La luce entra dai grandi lucernari che segnano la verticalità del progetto (che in alcuni punti va oltre i 6 metri) e le pareti e gli arredi diventano una coreografia giocata sui i verdi, i blu e le sfumature del tortora. In alcune sale i tavoli sono tondi in marmo nero accompagnati dalle sedie francesi in midollino, in altri spazi invece sono i tavoli d’epoca francesi in legno e marmo a segnare i perimetri. Nella sala library oltre 9000 volumi di storia dell’arte, fotografia, arte contemporanea, design circondano i pranzi dei clienti e sono a disposizione di chi vorrà sfogliarli. Ovunque introvabili oggetti provenienti dai mercati del mondo effetto della curiosità di Alessandra, preziosi arredi di recupero e arte contemporanea appartenente alla collezione della padrona di casa. Al piano terra c’è la grande cucina del ristorante (che si può sbirciare anche dall’esterno) e la piccola cucina: un locale nel locale, uno speciale contenitore a vetri, con una grande isola di marmo centrale che potrà ospitare fino a 12 persone, per piccoli eventi privati e gli show cooking di Ninù.

 

Al secondo piano le tre stanze, una diversa dall’altra. Rosa e rosso sono i colori che connotano la prima. Forse la più romantica, anche qui un lucernario (oscurato da un massiccio pannello scorrevole in ferro), una finestra sui tetti di Roma e i mobili francesi dei primi del 900 accompagnati dalle poltrone di Paola Navone per Baxter, le lampade di design e le opere di Paolo Ventura alle pareti.

 

La seconda: luminosa, dirompente, piccola ma imperdibile. Qui il letto di Moormann è in compagnia del gigantesco Spiderman realizzato da Giorgio Lupattelli nel 2003 su mdf, maioliche bianche tutto intorno e un delizioso sofà retrò.

 

La terza, la suite. Due grandi finestre con terrazzino/giardino regalano romantici tagli di luce ai toni grigi che si moltiplicano su pareti e arredi. La zona letto, dal sapore classico anticipa il piccolo studio con il divano di Albini&Helg e la scrivania d’epoca, sulla quale si staglia la gigantesca opera di Matteo Basilè “La Karl”.